Architettura, materia e un segreto nascosto dietro le colonne: il racconto del progetto per una residenza privata in provincia di Caserta, dal disegno dello studio ARK* Design Factory al banco dei nostri Maestri Falegnami.
| Cucina | OldLine, collezioni Glamour e Radha, su misura |
|---|---|
| Progetto d'interni | ARK* Design Factory, Napoli, arch. Pina Esposito |
| Partner OldLine, rilievi e posa | AD Arredamenti, Campania |
| Progetto | A Timeless Elegance |
| Tipologia | Residenza privata con secondo appartamento indipendent |
| Località | Provincia di Caserta |
| Anno | 2026 |
| Isola | Ante Canneté in noce canaletto massello su pannello listellare; struttura in legno massello tinta in tono con il noce; angoli curvi con raggio di 37 cm; ante curve apribili su ripiani interni sagomati |
| Colonne | Modello Gaia della collezione Radha, dispensa e attrezzate, con anta di passaggio integrata |
| Tavolo | Prolungamento dell'isola, piano tondo in noce canaletto con impiallacciatura a ventaglio, gamba centrale tonda |
| Finitura | Noce canaletto verniciato opaco |
| Piano di lavoro | Laminam - statuario altissimo lucidato |
| Piano snack | Noce canaletto |
| Tempi | Circa quattro mesi, dallo sviluppo tecnico all'installazione |
| Foto | Letizia Di Marzo (ambienti), OldLine (produzione) |
Al centro di questo progetto c'è un concept preciso: un'isola pensata non come un insieme di mobili accostati, ma come un pezzo solo, morbido negli angoli e continuo in ogni sua parte.
L'idea è dello studio napoletano ARK* Design Factory, guidato dall'architetto Pina Esposito. Le abbiamo dato forma nella nostra falegnameria, realizzando tutti i mobili della cucina: l'isola, le colonne, il tavolo, il piano snack. Il cantiere, dai rilievi alla posa, è stato seguito da AD Arredamenti, nostro partner storico in Campania.
Per l’arch. Pina Esposito «la cucina è lo spazio più vissuto della casa, quello in cui l'architettura incontra la vita quotidiana». È quello che chiedevano i committenti: una cucina da vivere ogni giorno, con un'identità precisa, capace di stare nell'architettura senza appesantirla.
Per arrivarci, l’arch. Esposito è partita dalle nostre collezioni e le ha fatte dialogare: l'anta Canneté della collezione Glamour per l'isola, il modello Gaia della collezione Radha per le colonne, il noce canaletto a tenerle insieme. Elementi di catalogo che, accostati e misurati su questa casa, sono diventati un pezzo unico.
E poi c'è quello che non si vede. La casa ospita un secondo appartamento indipendente, con retro cucina e living privato, pensato per garantire assoluta riservatezza. Vi si entra da un'anta che abbiamo realizzato con lo stesso modello Gaia delle colonne: chiusa, scompare tra la dispensa e le colonne attrezzate. Per lo studio, ridefinire uno spazio «significa saperne governare i segreti». Questa cucina ne custodisce uno.
ARK* Design Factory è uno studio di progettazione architettonica e d'interni con sede a Napoli. È nato nel 2023 ed è guidato dall'architetto Pina Esposito. Opera nella fascia alta del mercato, nell'area di Napoli, e tra i suoi ambiti ci sono ville e residenze private. Il metodo parte dall'ascolto di chi abiterà gli spazi, e lo studio sviluppa internamente i disegni esecutivi.
Quando deve scegliere un'azienda per un progetto su misura, ARK* guarda a tre criteri:
«La precisione nel seguire i disegni esecutivi, la qualità dei materiali e la capacità di risolvere i dettagli. Contano anche i tempi e la chiarezza del dialogo.»
Lo studio voleva che ogni ambiente della residenza parlasse lo stesso linguaggio. Per questo ha trattato l'isola come un volume unico, che dà carattere allo spazio e lascia leggero l'insieme. La sfida, spiega l'architetto, era tenere insieme funzione ed estetica, senza far prevalere l'una sull'altra.
Gli angoli arrotondati ammorbidiscono le linee e accompagnano lo sguardo lungo il volume. Il rivestimento in noce canaletto, a lavorazione verticale, dà ritmo e profondità alla superficie. Le proporzioni sono calibrate sull'ambiente, perché la cucina deve stare nello spazio senza imporsi.
Il noce canaletto è il nome commerciale con cui in Italia si indica il noce nero americano (Juglans nigra). In questo progetto è l'essenza di tutta la cucina: le ante Canneté dell'isola, il tavolo e il piano snack, con finitura verniciata opaca.
«Per noi sartorialità significa progettare un pezzo che non potrebbe stare allo stesso modo in nessun altro ambiente.»
Abbiamo risolto il rivestimento con l'anta Canneté della nostra collezione Glamour, nella versione in noce canaletto. L'anta Canneté OldLine è un'anta rivestita da una cartella in legno massello fresata a cannette verticali.
In questo progetto:
Nelle estremità curve anche le ante seguono il raggio, e si aprono su ripiani interni sagomati. La curva quindi non è solo un rivestimento: è un contenitore, costruito pezzo per pezzo sulla stessa geometria.
La curva non è stata improvvisata per questo progetto. Abbiamo introdotto gli angoli arrotondati nel nostro catalogo dopo i primi prototipi e una fase di ingegnerizzazione, in cui ne abbiamo verificato fattibilità, stabilità e funzionalità. Per questo i nostri Maestri Falegnami oggi la eseguono come una lavorazione consolidata. Per il progettista significa poter disegnare una curva continua sapendo che la soluzione è già stata provata, e concentrare la ricerca dove il progetto la chiede davvero.
Perché il top in legno seguisse esattamente il filo dell'isola, non siamo partiti dal disegno ma dal pezzo. Abbiamo prima premontato l'isola al grezzo in falegnameria. Sull'isola montata abbiamo ricavato la sagoma del top, poi copiata nelle fasi di produzione: sezionatura, levigatura e finitura.
In questo progetto la ricerca si è concentrata in particolare nel tavolo. Per noi, in produzione, il punto più impegnativo è stato l'innesto di un piano tondo nella parte curva dell'isola, che prolunga quest'ultima in un vero e proprio tavolo. La curva del volume e quella del piano dovevano incontrarsi senza che il tavolo sembrasse un elemento aggiunto.
Il piano è in noce canaletto, con un'impiallacciatura a ventaglio, una tecnica della tradizione ebanistica: i fogli di impiallacciatura sono disposti a spicchi attorno a un punto centrale, così che le venature si aprano a raggiera seguendo il diametro. Al centro, un inserto circolare chiaro chiude il disegno.
Il tavolo è fissato in due punti. Da un lato una parte del piano entra nell'isola e viene bloccata dalla parte sporgente. Dall'altro il piano poggia su una gamba centrale tonda.
«Siamo partiti dai nostri disegni esecutivi e li abbiamo sviluppati insieme a OldLine fino alla produzione e al montaggio.»
La controparte tecnica dello studio è stata il nostro Ufficio Tecnico, che ha tradotto gli esecutivi in dettagli costruttivi. Le soluzioni sono nate da nostre proposte, costruite ascoltando le richieste dello studio. AD Arredamenti ha coordinato il confronto e ha seguito il cantiere.
Il percorso, nelle sue fasi:
1. Esecutivi. Lo studio consegna i disegni esecutivi, sviluppati internamente.
2. Sviluppo tecnico. Il nostro Ufficio Tecnico definisce con lo studio i dettagli costruttivi: la curva, le ante sagomate, l'innesto del tavolo, l'anta di passaggio.
3. Produzione. I nostri Maestri Falegnami realizzano l'isola, le colonne e il tavolo nella falegnameria di Mareno di Piave.
4. Premontaggio in falegnameria. Prima della consegna premontiamo l'isola, ed è su questo premontaggio che ricaviamo la sagoma del top. Documentiamo sempre questa fase con foto e video, che condividiamo con il cliente.
5. Rilievi e posa. Curati da AD Arredamenti.
L'intero processo, dallo sviluppo tecnico all'installazione, è durato circa quattro mesi.
Lo studio cerca aziende con cui si possa dialogare, che sappiano partire dal disegno e dedichino ai dettagli la stessa attenzione che lo studio dedica al progetto. A queste condizioni, per l'architetto, la personalizzazione diventa parte del progetto e non un'aggiunta. Da qui la scelta di proseguire insieme:
«Quando troviamo un'azienda capace di condividere questa sensibilità, riteniamo naturale dare continuità alla collaborazione.»
Lo studio non valuta mai una finitura da sola, ma nel modo in cui dialoga con la luce, con gli altri materiali e con l'architettura. In questa cucina il tema è il contrasto tra il calore del legno e la luminosità delle superfici chiare. Il noce canaletto, verniciato opaco, porta una presenza materica forte. Il piano chiaro, con venature naturali, alleggerisce il volume e ne valorizza la geometria.
La struttura dell'isola è in legno massello, tinta in tono con il noce canaletto del rivestimento, così che il volume si legga come un solo materiale da ogni lato. Lo stesso noce torna nel piano snack.
Agli altri ambienti la cucina si apre attraverso una vetrata a scomparsa, che la rivela quando scorre.
A progetto concluso, l'architetto Esposito sintetizza in tre indicazioni ciò che una cucina su misura in legno chiede al progettista.
1. Progettare la cucina insieme all'architettura. La cucina non è un elemento da inserire in un progetto già definito. Proporzioni, luce e rapporto con gli altri ambienti si decidono all'inizio, quando c'è ancora margine per scegliere.
2. Portare all'azienda gli esecutivi prima di parlare di finiture. Da lì il confronto diventa tecnico e i punti delicati emergono subito.
3. Scegliere partner che si confrontino con il progettista. «Il su misura ha senso quando qualcuno è disposto a esplorare ciò che ancora non esiste.»
Lavoriamo al fianco del progettista, dal progetto preliminare all'assistenza post vendita. Nell'Area architetti sono disponibili i cataloghi digitali e i riferimenti per avviare con noi un progetto su misura. Gli studi che hanno realizzato un progetto OldLine possono proporcelo: lo racconteremo, come in questo caso.
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